mercoledì 11 aprile 2018

Riccardo Fraccaro (M5S): "I vitalizi hanno i giorni contati"



di Riccardo Fraccaro

I vitalizi hanno i giorni contati. Il Presidente della Camera Roberto Fico, a tempo di record, ha dato mandato al Collegio dei Questori di predisporre l’istruttoria per cancellare i vitalizi. Il M5S mantiene le promesse: a distanza di un mese dalle elezioni abbiamo già dato il via libera all’abolizione di questo privilegio, confermandoci una forza politica concreta e credibile. Ora, come Questore anziano, assicurerò che la delibera sia tempestivamente sottoposta all’approvazione definitiva della Camera.

Non è accettabile che si spendano ancora 200 milioni l’anno per pagare 2.600 vitalizi, con importi medi di 5mila euro, quando la pensione minima per i cittadini è di appena 500 euro. Cancellare i vitalizi è anzitutto una questione etica perché serve a sanare un’inaccettabile ingiustizia sociale. Non va sottovalutato nemmeno il piano economico perché si risparmierebbero 76 milioni l’anno, ben 350 milioni di euro a legislatura. Soldi che vengono sottratti alla politica per essere restituiti ai cittadini.

Nella scorsa legislatura si è sprecata una grossa occasione con la legge sui vitalizi che è stata affossata in Senato. Il M5S intende seguire il percorso più incisivo ed efficace della delibera che il Collegio dei Questori sottoporrà all’approvazione dell’Ufficio di Presidenza.

Lavoreremo a ritmi serrati con determinazione e senso di responsabilità.
 Non ci saranno più assegni d’oro per i parlamentari. È la fine dei privilegi, non è solo una vittoria del M5S ma di tutti i cittadini: è la vittoria della democrazia. Il Parlamento dev’essere la casa degli italiani e non più il fortino della casta. Vogliamo avvicinare le istituzioni agli italiani e i politici al Paese reale, ricostruendo il rapporto tra Stato e società. Abbiamo partecipato, abbiamo scelto. Adesso cambiamo l'Italia.


domenica 8 aprile 2018

La blockchain nella gestione dei rifugiati




di Manlio Di Stefano

Si parla spesso degli sprechi e dell’utilizzo distorto dei fondi che vanno alla cooperazione allo sviluppo ed in particolare alla gestione dei migranti, ma non tutti sanno davvero quale sia l’entità e la natura del problema.
Vi do qualche dato giusto per inquadrarlo.
Ancora oggi qualsiasi donazione internazionale è oggetto di trattenuta bancaria, la cosiddetta “fee”, che a conti fatti, tra i vari intermediari finanziari in gioco, vale circa il 30% dell’intero valore.
Se prendiamo come riferimento lo stanziamento dell’Unione Europea in cooperazione allo sviluppo, che ammonta a circa 60 miliardi di euro l’anno tra fondi diretti e indiretti, scopriamo che questa perdita è di almeno 15 miliardi di euro l’anno.

A questo si aggiungono vari sprechi ad ogni livello, per fare solo un esempio, l’obsoleta gestione del riconoscimento dei migranti tramite documento cartaceo e, in sua assenza, di intervista con mediatore culturale e contatti col Paese di provenienza per incrociare i dati, costa cifre esorbitanti e spesso non porta a niente dato che non può esserci collaborazione, ad esempio, con i Paesi che violano i diritti umani e perseguitano i loro cittadini.

E che dire delle cartelle mediche? Per ogni migrante che entra nel nostro territorio dobbiamo rifarle da zero verificando tutto a partire dalle vaccinazioni di base.
Non bastasse, ci sono ampissime testimonianze che il pocket money, quella piccola quota giornaliera (intorno ai 3€) che i Paesi europei riconoscono ad ogni richiedente asilo, sia spesso soggetto al ricatto dei gestori dei centri d’accoglienza o a estorsione da parte dei “boss” del centro.

Il tutto, ed è solo una parte, è quantificabile in miliardi di euro ogni anno, persi per via dell’incapacità della politica di mettersi al passo coi tempi.
La buona notizia è che qualcuno ha trasformato la lamentela in azione trovando soluzioni concrete grazie all’utilizzo delle ultime tecnologie ed in particolare della blockchain.
Voglio parlarvi quindi di uno dei tanti progetti in quest’ambito, uno che ho visto coi miei occhi (lo racconto nel video), si chiama EyePay e viene usato nel supermercato del campo profughi di Zaatari in Giordania, a 30km dalla Siria.

All’apparenza è un supermercato normalissimo, frutta, verdura e tanto altro, l’innovazione però sta nel sistema di pagamento e identificazione.
La Giordania, infatti, riconosce a ogni rifugiato 20 dinari al mese (circa 23€) di pocket money e vuole essere certa che questa cifra non sia oggetto di estorsioni e finisca realmente nelle mani dei beneficiari. In più, vuole risparmiare sulle trattenute finanziarie che, per 80.000 destinatari con una cifra totale di circa 22 milioni di euro all’anno, ammontano a milioni di euro.

La soluzione ideata è questa: ogni rifugiato, all’atto della registrazione d’accesso al campo profughi, viene dotato di un’identità digitale munita di impronta, scansione dell’iride e portafogli virtuale. Ad ogni rifugiato, in sostanza, corrisponde un’identità certa e una quantità di denaro. Il tutto viene registrato su blockchain (banalizzando, un database distribuito) in modo da essere sicuro, tracciabile e trasparente.
Al momento di pagare il rifugiato non avrà quindi bisogno di usare le banconote, gli basterà guardare lo scanner per vedersi scalare dal suo portafogli digitale la quota necessaria a saldare il conto. Di contro, il governo non dovrà affidare la gestione dei versamenti agli istituti finanziari ma verserà direttamente ai beneficiari sul loro portafogli digitale. Un meccanismo efficiente ed economico dato che i costi di sviluppo si pagano da sé col risparmio sulle transazioni finanziarie.

Un esperimento che funziona, crea enormi risparmi e apre a illimitate possibilità.
Ve ne dico alcune.
Se puntassimo in modo deciso verso queste tecnologie, già oggi sarebbe possibile trasferire denaro dai fondi pubblici per la cooperazione allo sviluppo direttamente ai beneficiari, scavalcando gli intermediari finanziari e in piena trasparenza e sicurezza, con un risparmio stimato in oltre il 20% rispetto all’attuale sistema.

Già oggi sarebbe possibile registrare l’identità digitale dei migranti grazie al riconoscimento della retina e avere così un’istantanea “carta d’identità” ovunque il migrante si sposti nel mondo, semplificando enormemente la vita alle forze dell’ordine. La stessa cosa può essere fatta con la cartella medica. Con uno sguardo al futuro, se questa tecnologia divenisse lo standard globale, saremmo in grado di superare il concetto stesso di passaporto e garantire il riconoscimento di ogni cittadino del pianeta nei suoi spostamenti in pochi secondi e senza timore di falsificazioni o errori umani. 

Ovviamente non ci deve sfuggire che tutto ciò che ho descritto è ancora in fase sperimentale, parliamo di tecnologie nuove e su scala ancora troppo piccola per avere un feedback concreto, ma quest’occasione non si può perdere e l’Italia ha tutte le competenze per divenire leader nello sviluppo di applicazioni in grado di usare la blockchain appieno.

Si dovrà regolamentare l’accesso alle informazioni, si dovranno rielaborare gli accordi di cooperazione frontaliera, si dovrà, soprattutto, creare un tessuto sociale, istituzionale ed imprenditoriale in grado di permettere l’utilizzo nel quotidiano di tutto questo.
Tutto ciò l'abbiamo già fatto innumerevoli volte per adattarci ad ogni rivoluzione industriale. La strada è tracciata, sta a noi percorrerla tra i primi.

Roma, città amica delle bambine e dei bambini



di Virginia Raggi

È un momento speciale per Roma, città amica delle bambine e dei bambini. Con l’approvazione da parte dell’Assemblea Capitolina della delibera di adesione di Roma Capitale al programma dell’UNICEF “Città amiche delle bambine e dei bambini”, la nostra città compie un significativo passo in avanti nella piena attuazione della Convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza.

Ieri abbiamo presentato il percorso, insieme al Presidente di UNICEF ITALIA Giacomo Guerrera, all’Assessora Laura Baldassarre e alla consigliera Eleonora Guadagno, prima firmataria della delibera. È una vera e propria rivoluzione, apriamo una nuova stagione per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Passo dopo passo realizzeremo la Roma del futuro che avrà un quadro normativo amico dei più piccoli e saranno proprio loro ad accompagnarci, tenendoci per mano.

Stiamo promuovendo così una nuova educazione civica, partendo da bambini e ragazzi che sono i protagonisti di un processo che li porterà a diventare interlocutori diretti e privilegiati: spesso i loro consigli e suggerimenti si rivelano preziosi e determinanti nelle scelte adottate dagli adulti.

Introduciamo il principio della valutazione delle conseguenze sull’infanzia di ogni azione dell’Amministrazione capitolina. Le strategie fondamentali verranno inserite nel Piano Sociale Cittadino, in corso di elaborazione dopo oltre 13 anni di assenza.

Ai più piccoli voglio dire: avete il diritto di incontrare i vostri amici e giocare. Lo sapete? È un diritto molto importante. Anche andare a scuola è un vostro diritto. Si chiama diritto all’istruzione. Avete il diritto ad essere protetti e sicuri. Avete dei diritti che non tutti i bambini hanno. Ci serve il vostro aiuto anche per dare a tutti gli altri bambini gli stessi diritti che voi avete già.

Dobbiamo fare squadra, noi Amministrazione e voi bambini, per far sì che Roma diventi sempre più la città nella quale vivrete felici.

SUM#02 a Ivrea per immaginare il futuro e ricordare Gianroberto Casaleggio


A due anni dalla prematura scomparsa di Gianroberto Casaleggio, è tempo di SUM#02, il secondo evento organizzato dall'Associazione che porta il suo nome. Oggi ad Ivrea, presso la storica Officina-H, l’obbiettivo sarà quello di mantenere vivo il suo pensiero e di “Capire il Futuro” attraverso il contributo di prestigiosi relatori. Gianroberto studiava costantemente il futuro ed era interessato alla capacità di immaginare scenari, anticipare nuove tendenze e modellare realtà future. Oggi faremo insieme questo passo attraverso una giornata d’incontri in un luogo evocativo e direttamente riconducibile alla sua vita.
Ecco il calendario della giornata:
9:00 - accredito
Sessione 1: 10:00 - 13:00
PROIEZIONE VIDEO
Presentazione della giornata e dell'Associazione Gianroberto Casaleggio
INTERVENTO
Roberto Cingolani
TECNOLOGIA E INNOVAZIONE 
TALK
Roberto Cingolani, Gianmauro Calafiore e Alfonso Fuggetta
Frontiere (im)possibili, tra Robotica, Intelligenza Artificiale e nuove tecnologie alle imprese
Modera: Luca De Biase
RICERCA E MEDICINA
DIALOGO
Sammy Basso
Progeria, l'orizzonte oltre la vita
Conduce: Gianluigi Nuzzi
TALK
Fausto Caruana, Gianmauro Calafiore, Giuseppe Curigliano
Le nuove frontiere, neuroscienze e Intelligenza Artificiale: come impatteranno su salute e comunità
Modera: Luca De Biase
LAVORO E IMPRESE
DIALOGO
Diego Fusaro
L'Homo Erectus del nuovo millennio quando rinunciò al lavoro
Conduce: Veronica Gentili
INTERVENTO
Roberto Poli
La scienza dell'anticipazione del futuro
TALK
Roberto Poli, Diego Fusaro e Domenico De Masi
Lavoro, precariato e impatti sociali
Modera: Luisella Costamagna
13:00 - 14:30 - Lunch
Sessione 2: 14:30 - 19:30

CULTURA
INTERVENTO
Massimo Bray
Economia della cultura e sviluppo delle risorse
TALK
Chiara Rostagno e Massimo Bray
Patrimonio artistico come modello di crescita
Modera: Veronica Gentili
INTERVENTO
Moni Ovadia
Il futuro della parola
FUTURO E DEMOCRAZIA
TALK
Massimo Di Felice e Urmas Eigla
Cittadinanza digitale e consenso in rete
Modera: Luisella Costamagna
TECNOLOGIA E INFORMAZIONE
DIALOGO
Enrico Mentana
Conduce: Gianluigi Nuzzi
FUTURO ENERGIA E AMBIENTE
INTERVENTO
Rossano Ercolini
Dieci passi, obiettivo rifiuti zero
INTERVENTO
Marco Attisani
L'avvento della energy net: la IoT si fonde con l'acqua e l'energia.
FUTURO E POTERE
INTERVENTO
Nino Di Matteo
Italia 2030, una giustizia da (ri)scrivere?
INTERVENTO
Maria Rita Parsi
Quando il potere è distruttivo
UOMO
SPETTACOLO
Andrea Scanzi
Intellettuali e pensiero libero: un futuro è possibile?
SPETTACOLO
Dario Vergassola
Nessun futuro senza passato
CONCLUSIONE
Associazione Gianroberto Casaleggio


sabato 7 aprile 2018

Le dichiarazioni di Luigi Di Maio da Ivrea - 07.04.2018


di Luigi Di Maio

Stiamo lavorando per creare una maggioranza di Governo che metta al centro le soluzioni ai problemi dei cittadini, intorno ad un contratto di Governo sul modello tedesco che, come ho detto al Quirinale, si potrà sottoscrivere o con la Lega o con il Pd.
Noi siamo pronti a discuterne e vediamo che negli altri schieramenti ci sono delle evoluzioni a cui guardiamo. 
Registro come un passo in avanti le parole del segretario del Pd Martina. D'altro canto Salvini sa che, al Quirinale, sia che vai con il 17% sia che vai con il 37% , in ogni caso non fa il 51% e quindi non crei una maggioranza.
Aspetto queste evoluzioni nei due schieramenti, consapevole che l'obbiettivo è dare un governo di cambiamento al Paese.

Luigi Di Maio. L'intervista integrale a Quinta Colonna del 05.04.2018

Danilo Toninelli e Giulia Grillo a Porta a Porta - 05/04/2018


Quello tra la delegazione del Movimento 5 stelle e il presidente della Repubblica al Quirinale è stato un colloquio di assoluta serietà e grande senso di responsabilità. Quando noi diciamo che ci rivolgiamo a due forze politiche, alternative fra loro come la Lega e il Pd, lo facciamo seriamente. 

Undici milioni di cittadini che ci hanno votato il 4 marzo non accetterebbero mai un esito di governo non rispettoso del voto popolare. Il contratto di governo che abbiamo proposto è una forma nuova, forma rivoluzionaria, anche se la Germania lo fa dal 1961. La prossima settimana i leader politici si vedranno, noi metteremo in campo i nostri venti punti di programma, a loro diremo: cosa avete?.

Ecco l'intervista dei nostri gapigruppo Danilo Toninelli e Giulia Grillo M5S a Porta a Porta