Dopo l’eccezionale ondata di maltempo stiamo lavorando senza sosta per riparare le strade della nostra città. E per farlo più velocemente abbiamo messo in funzione la macchina Tappabuche. In questi giorni la vedrete in giro per Roma. È perfetta per riparare le buche piccole e profonde che si sono create a causa del ghiaccio che ha spaccato l’asfalto.
Praticamente ricrea rapidamente i vari strati della strada, binder e tappeto d’asfalto, e riesce a trasportare cinque volte il carico di un normale camion. Si tratta di uno strumento in più per garantire il pronto intervento a tutela della sicurezza dei cittadini e della loro incolumità. Parallelamente prosegue l'operazione #StradeNuove per il rifacimento integrale di lunghi tratti delle principali arterie cittadine con interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Tra le ultime vie su cui sono stati eseguiti lavori via di Ponte Salario, via del Foro Italico, circonvallazione Nomentana, piazza di Porta Capena, via Casal di Marmo, via Appia Nuova, viale Jonio, viale Ugo Ojetti e via Tuscolana.
di Riccardo Fraccaro Ringrazio tutti per la fiducia, l’elezione a Questore della Camera è un onore che porterò avanti con rigore e determinazione. Il mio primo atto è stato la rinuncia all’indennità di funzione, oltre 3.100 euro mensili. Un gesto di coerenza e sobrietà che mi sembra doveroso fare anche per dare un indirizzo chiaro al ruolo che ricoprirò. È la prima volta che il M5S a Montecitorio ottiene questa carica fondamentale per la gestione del bilancio e dell’amministrazione. Tra l’altro sarò il Questore anziano, ovvero quello che ha ottenuto più voti, un riconoscimento importante che assolverò con responsabilità.
Nella scorsa legislatura ho svolto il ruolo di Segretario di Presidenza occupandomi, insieme agli altri colleghi, della riduzione dei costi della politica. Ora mi impegnerò per l’eliminazione definitiva di sprechi inaccettabili e insostenibili per un’istituzione democratica. La nostra priorità sarà l’abolizione dei vitalizi, il simbolo dell’ingiustizia sociale alimentata da un sistema di potere che il 4 marzo i cittadini hanno sconfessato. Il Collegio dei Questori, di concerto con l’Ufficio di Presidenza, dovrà farsi interprete delle istanze espresse dalla volontà popolare. La Terza Repubblica è iniziata. Cambiamo l’Italia.
Luigi Di Maio è l’unico candidato premier del MoVimento 5 Stelle con cui intendiamo andare al governo e cambiare il Paese dando finalmente agli italiani le risposte che attendono da trent’anni.
Le ricostruzioni riportate oggi sul quotidiano La Stampa sono prive di fondamento e le dichiarazioni attribuite a Massimo Bugani totalmente inventate, come lui stesso ha chiarito già questa mattina. Aspettiamo che La Stampa si scusi con il MoVimento 5 Stelle e con i cittadini.
Il metodo che contraddistingue il MoVimento è chiaro e trasparente: ciò che promette agli italiani, fa. In campagna elettorale il MoVimento si è presentato con un programma e un candidato premier e quel candidato è stato votato dal 32% degli elettori, 11 milioni di italiani. E questa volontà popolare non siamo disposti a ignorarla, per noi è sacra. Proporre agli italiani un altro candidato premier significherebbe tradire questa volontà. Dopo Letta, Renzi e Gentiloni, i cittadini hanno detto chiaramente che non vogliono più presidenti non eletti o addirittura presidenti che vanno a Palazzo Chigi dopo aver perso le elezioni.
Continuiamo a dialogare con tutte le forze politiche, mettendo al centro i temi su cui trovare convergenze nel solo interesse dei cittadini.
Ciao a tutti, è stata una settimana importante e molto intensa. Siamo al lavoro su due fronti decisivi per il futuro del Paese.
In questi giorni infatti abbiamo eletto i Presidenti e gli uffici di presidenza della Camera e del Senato. Come sapete è stato eletto Presidente della Camera Roberto Fico con oltre i 2/3 dei voti dell'Aula. Un risultato di cui siamo molto orgogliosi anche perchè il primo gesto di Roberto da Presidente, come aveva promesso nel suo discorso di insediamento, è stato di rinunciare alla sua indennità di oltre 4.000 euro al mese, una cosa che nessuno prima di lui aveva mai fatto. Il Parlamento grazie a questa iniziativa non è più il simbolo della Casta, ma è diventato finalmente il segno tangibile dell'inizio della Terza Repubblica, la Repubblica dei Cittadini.
Nel Consiglio di Presidenza del Senato abbiamo Paola Taverna che è ora Vicepresidente del Senato della Repubblica, Laura Bottici è stata riconfermata questore e abbiamo eletto quattro segretari: Gianluca Castaldi, Michela Montevecchi, Sergio Puglia e Giuseppe Pisani. Nell'Ufficio di Presidenza alla Camera, oltre al Presidente Fico, abbiamo eletto Maria Edera Spadoni vicepresidente della Camera dei Deputati, Riccardo Fraccaro Questore Anziano e quattro segretari: Azzurra Cancelleri, Carlo Sibilia, Mirella Liuzzi e Vincenzo Spadafora.
Questi incarichi istituzionali per noi non rappresentano poltrone visto che tutti i nostri rinunceranno al doppio stipendio, all'auto blu, alle spese di rappresentanza, al vitalizio e a tutti i privilegi che derivano da queste cariche. Per noi rappresentano la componente decisiva di parlamentari che, all'interno degli uffici di Presidenza, ci permetterà di abolire i vitalizi ed eliminare gli sprechi. Pensate per esempio che il questore è colui che vigila sulle spese dei due rami del Parlamento, in pratica è colui che tiene i cordoni della borsa. Pensate che solo la Camera dei deputati ci costa ogni anno circa un miliardo di euro! In questi cinque anni io come vicepresidente insieme a Riccardo Fraccaro, abbiamo lavorato tantissimo sui tagli agli sprechi ottenendo i primi risultati, come il taglio degli affitti d'oro, delle spese viaggio agli ex parlamentari e dela polizza assicurativa dei parlamentari dalle punture di insetto e isolazioni. Pensate abbiamo raggiunto questi risultati quando eravamo solo io e Riccardo, ora in Ufficio di Presidenza alla Camera abbiamo 6 componenti più il Presidente Roberto Fico. Per questo sono più che sicuro che in questa legislatura raccoglieremo i frutti del lavoro di questi anni e completeremo l'opera. Voglio fare quindi gli auguri di buon lavoro a tutti i nostri parlamentati che saranno chiamati a questo compito. E vi aggiorneranno passo passo su quello che succede.
Parallelamente ci stiamo preparando alle consultazioni con il Presidente della Repubblicache si terranno la settimana prossima a partire da mercoledì. Noi prima di presentarci dal Presidente Mattarella abbiamo invitato i capigruppo delle altre forze politiche al confronto, per sapere prima di tutto se ci sono convergenze sui temi importanti del Paese e posso dirvi che ci sono, sia a destra sia a sinistra. Ce lo aspettavamo. Perchè le idee che portiamo avanti sono di buon senso e non hanno etichette ideologiche. L'unico gruppo politico che finora si è sottratto completamente al confronto sui temi è stato quello del Pd, che sta ancora portando avanti la linea di porsi come freno al cambiamento, quello che i cittadini hanno chiesto con il loro voto del 4 marzo. Noi continueremo a dimostrare maturità e responsabilità, come abbiamo fatto con la scelta di riunciare ad eleggere due vicepresidenti (uno alla Camera e uno Senato) che sono quindi andati al Partito Democratico e anche a loro auguro buon lavoro. Non ci interessano le poltrone, ma le soluzioni che aspettiamo da 30 anni e che possono cambiare la vita degli italiani.
Le soluzioni, i temi sono la nostra priorità. Poi, come ho sempre detto, della composizione del governo, e quindi dei ministri si parlerà direttamente con il Presidente Mattarella, come è giusto che sia. Negli ultimi giorni si è parlato anche di chi vuol fare il premier, di chi non vuole farlo, di chi tira fuori premier dal cilindro (pensate che si è fatto pure il nome del direttore del TgLa7 Mentana, ma sono sicuro che rifiuterà perchè in conflitto d'interesse con le sue epiche maratone). Scherzi a parte la mia posizione è molto semplice: basta premier non votati da nessuno o ancora peggio premier che hanno perso. Per il resto parlano i numeri. Il MoVimento, la Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia, il Pd hanno tutti proposto agli italiani un candidato premier. Quello del MoVimento, ossia il sottoscritto, è stato votato da 11 milioni di italiani, quasi il doppio del secondo più votato con oltre il 32% dei consensi. Per cui il mio obbiettivo è garantire che la volontà popolare venga rispettata.
La strada è tracciata. La settimana prossima sarà importantissima e vi prego di continuare a sostenerci e a starci vicino. Ne approfitto anche per fare a tutti voi e alle vostre famiglie i miei più sinceri auguri di Buona Pasqua.
Durante l'aula di qualche giorno fa, in Assemblea Regionale, il governo siciliano è andato sotto nella votazione del documento di economia e finanza regionale. Il documento è stato bocciato. Musumeci ha fatto un intervento bruttissimo in aula, se l’è presa con le opposizioni, ci ha richiamati al nostro senso di responsabilità, ci ha quasi fatto una paternale raccontandoci che quando lui faceva opposizione aveva teso la mano al governo Crocetta. Ha fatto un discorso talmente aspro e acido nei confronti dell’opposizione che è impossibile pensare di potergli dare una mano. Noi non avremmo voluto in nessun modo venire meno all’impegno preso con i cittadini siciliani però, di fatto, il problema è uno: questo documento di economia e finanza raccontava di una Sicilia triste, senza nessuna prospettiva.
Abbiamo chiesto in questi giorni, diversamente da quello che avete letto sui giornali riguardo ad una nostra “apertura”, un confronto serio perché Musumeci prendesse atto del fatto che non ha più una maggioranza , una maggioranza che si è sgretolata, si è sciolta come burro su una padella.
Musumeci doveva aprire alle opposizioni (aprire non significa spartirsi le poltrone o darci la possibilità di inserire qualche nostro emendamento per farci contenti). Qui c’è in ballo la Sicilia, il futuro dei Siciliani. Musumeci non può venirci a raccontare che vuol fare delle grandi riforme mentre gli agricoltori del Ragusano stanno occupando i consigli comunali perché le loro merci non si vendono più a causa dei prodotti provenienti dall’estero che stanno falsando il mercato Siciliano. Lui non ci deve parlare di grandi riforme quando non sta pensando ai lavoratori, agli ultimi, alle persone che in questo momento sono in difficoltà, alle famiglie, alle strade, quando non sta pensando al rilancio delle imprese e dello sviluppo della nostra terra; quando non sta pensando ai giovani, quando insomma non sta pensando a noi, a noi tutti cittadini Siciliani.
E allora non mi si può chiedere di votare un documento che racconta solo delle sue velleità, quelle che sono le sue aspettative e le sue prospettive o per mantenere qualche accordo fatto in campagna elettorale con qualcuno che poi gli ha portato voti. Questa cosa per noi è irricevibile e lo abbiamo detto chiaramente: l’apertura che noi in questi giorni abbiamo cercato di avere col governo mirava ad avere un presidente della regione che si presentasse conscio del fatto di non avere più una maggioranza, che si presentasse con un foglio bianco e che chiedesse al parlamento, davanti alle telecamere e in maniera pubblica, di scrivere un documento finanziario tutti insieme mettendo le priorità della Sicilia e tutte quelle cose che oggi servono ai cittadini Siciliani.
Questa cosa non è avvenuta. Si è presentato con un documento scritto da lui e in qualche modo già bello e confezionato, dicendo: “lo potete modificare come volete”. Ma noi non siamo in un suq arabo dove ci riuniamo in una stanza al chiuso e lontano dai vostri occhi per cominciare a scrivere norme che potrebbero piacere a me o ad un altro deputato regionale. Questa cosa non è nella nostra logica, non è trasparente né tanto meno democratica.
E allora abbiamo rifiutato. Muro contro muro ancora una volta.Abbiamo bocciato il documento di economia e finanza. Andrà redatto nuovamente, stavolta anche noi ci metteremo mano insieme agli altri gruppi d’opposizione e cercheremo di stilare un documento che possa rappresentare in qualche modo quelli che sono i bisogni della nostra terra.
Il nodo però resta uno: abbiamo appena iniziato questa legislatura e già ci sono questi chiari di luna, già ci sono queste difficoltà da parte del governo. Io ricordo ancora che durante la campagna elettorale, e ricordatelo anche voi perchè la memoria fa di noi un popolo attento, che Musumeci dichiarò che qualora non ci fossero più state le condizioni per andare avanti si sarebbe dimesso e avrebbe nuovamente rimesso tutto in mano ai cittadini.
Le condizioni sono venute meno, non ci sono più. Ormai da più di un mese e mezzo circa il parlamento è bloccato in una situazione di stallo. Noi eravamo tutti presenti (20 portavoce del M5S). Anche gli altri gruppi d’opposizione però erano presenti mentre a loro è mancato qualcuno e alla fine la votazione si è conclusa con 32 voti favorevoli e 32 voti contrari e il documento non è stato approvato.
E allora se davvero Musumeci ha a cuore le sorti della Sicilia deve fare quello che noi gli abbiamo detto, deve fare quello che la nostra capogruppo Valentina Zafarana ha suggerito: scriva una finanziaria che dia soldi ai comuni perché in questo momento i sindaci sono con l’acqua alla gola, così potranno dare i giusti servizi ai cittadini che vivono in quelle comunità. Faccia una legge che finalmente stanzi dei fondi per i disabili gravi e gravissimi della Sicilia e qualche altra norma che possa mettere a posto i conti e dare ossigeno alla nostra terra, dopodiché in parlamento formuleremo tutti insieme (perché le regole si stabiliscono insieme) una legge elettorale che darà finalmente la possibilità di avere una maggioranza per poi andare a votare entro l’anno.
Questa è la proposta che stiamo portando avanti come MoVimento, l’unica alternativa sono le sue dimissioni, perché - è evidente - non ci sono più le condizioni per rimanere.
Io sono molto rammaricato, non sono contento, perché se qualcosa va male va male per la mia terra, per la mia gente e questa cosa non mi è mai piaciuta. Non sarò mai contento del fatto che la mia gente subisca un danno, non mi metterò certo a gioire, però è chiaro che non ci sono più le condizioni per governare. Un governo che è ormai sfilacciato, il secondo assessore dimissionario in 4 mesi, una maggioranza che non esiste più. Lo dicevamo anche in campagna elettorale: ci troviamo davanti a un gruppo polemico e rissoso che si è consolidato non attorno ad un programma ma col solo scopo di non far vincere il m5s. E allora il loro non era un programma di governo ma di spartizione delle poltrone, e su questi presupposti non si costruisce un futuro e non si da ai cittadini siciliani l’opportunità di poter mettere qualcosa dentro la pentola. Oggi vedo un parlamento che parla ancora di cose che non hanno né testa né coda mentre io incontro cittadini per strada che mi chiedono pane, prospettive, futuro, mi chiedono la possibilità di far tornare i loro figli che dopo tantissimi sacrifici si sono laureati per poi andare all’estero a trovare un lavoro.
Io vorrei una Sicilia che rinasca, ma per rinascere dobbiamo iniziare a programmare qualcosa di importante in cui dobbiamo iniziare a mettere, una dopo l’altra, tutte quelle riforme importanti che devono essere fatte da un parlamento solido, un parlamento che deve avere i numeri e da una forza politica che deve essere credibile e deve poter governare; ma oggi, tutto questo, all’interno del parlamento il centrodestra non ce l’ha, non è credibile, non ha una maggioranza ma soprattutto non ha neanche una prospettiva per poter portare avanti quelle che sono le riforme che servono alla nostra terra.
Io vi continuerò ad aggiornare, vi ringrazio perchè ci seguita in tanti e numerosi.A Musumeci dico solo una cosa: smetti di chiedere responsabilità a chi sta all’opposizione e comincia a chiedere responsabilità a te stesso e soprattutto alle persone che hanno vinto con te le elezioni perché noi quei voti li rispettiamo, tu però devi rispettare i nostri e rispettare il nostro ruolo all’interno dell’assemblea regionale quindi non permetterti mai più di farci la paternale, perché noi non l’accettiamo. Devi bacchettare te stesso e il tuo governo immobile da cento giorni, il governo del nulla. Devi bacchettare questa maggioranza che invece di delineare un percorso nuovo per la sicilia si è arroccata perché vuole da te qualcosa in cambio. E questa cosa, purtroppo, è l’inizio della fine. Viva la Sicilia
È un onore per me essere stata eletta a ricoprire la carica di vicepresidente del Senato della Repubblica e svolgerò questo ruolo con il massimo impegno, rigore e imparzialità.
Il mio saluto va al Capo dello Stato, Sergio Mattarella.
Saluto e auguro buon lavoro anche alla Presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati, che sostituirò nella direzione dei dibattiti parlamentari e nelle mansioni di rappresentanza, al Presidente della Camera, Roberto Fico, a tutti i colleghi parlamentari e, soprattutto, agli italiani che ho l'onore di rappresentare.
È in corso un cambiamento nella vita politica del Paese che è iniziato 5 anni fa ed è stato rafforzato dal voto del 4 marzo. Innanzitutto vorrei ringraziare tutte quelle persone che hanno reso questo cambiamento possibile.
Sono stati 5 anni di duro lavoro, di sacrifici e anche di soddisfazioni che avevano come obiettivo un cambio di passo che ora abbiamo la possibilità di realizzare. Da parlamentare della Repubblica Italiana mi sono sempre battuta per la tutela dei più deboli: quei tanti, troppi, cittadini esclusi e dimenticati di cui uno Stato che voglia dirsi davvero civile ha il dovere di occuparsi.
Io personalmente, come molti altri miei colleghi, sono entrata per la prima volta in Parlamento nel 2013 come semplice cittadina. E a partire da oggi, restando una semplice cittadina che nel tempo ha acquisito maggiore consapevolezza ed esperienza, ricoprirò l'incarico di vicepresidente del Senato.
La stella polare del Movimento 5 Stelle era e resta una politica al servizio della collettività e volta soltanto al bene del Paese e non ad interessi personali.
È un nuovo Parlamento quello che si è aperto, un Parlamento alla luce del sole.
Siamo davanti a un nuovo corso, che io, giorno dopo giorno, percorrerò al fianco del popolo italiano, restando sempre me stessa: una donna, una madre, una cittadina che vuole dare un futuro degno a tutti i nostri figli e ai nostri giovani e garantire una migliore qualità della vita e delle istituzioni
Abbiamo tra le mani un documento confidenziale, ma che è già stato pubblicato dalla campagna Stop CETA, molto preoccupante. È l'ordine del giorno della riunione a porte chiuse che si tiene oggi in Canada, uno dei molti meeting segreti previsti, in cui si parlerà tra le altre cose anche di pesticidi.
Le rassicurazioni della Commissione europea in questi anni sono state che questi incontri sarebbero stati solo innocui scambi d'informazioni. Peccato che oggi scopriamo che il Canada, già dal primo appuntamento, chiede di discutere delle limitazioni che vigono in Unione Europea, della mancata autorizzazione in Europa di un pericoloso fungicida, nonché dei problemi derivanti dal divieto di utilizzare glifosato in diversi Stati membri.
Sembra l'agenda di un gruppo di pressione composto da tecnici della Commissione, governo canadese e rappresentanti del mondo dell'industria. Non c'è la minima traccia di parlamentari europei eletti che possano assicurare quantomeno un controllo democratico. Siamo molto preoccupati dall'esito di queste misteriose riunioni nelle quali si discute su come armonizzare, o eventualmente abbassare o ancora cancellare, gli standard che sono a tutela della nostra salute.
Da questo punto di vista il CETA potrebbe rivelarsi come il cavallo di Troia per scardinare il principio di precauzione, che fa ancora dell'Europa un modello da imitare. Come se non bastasse, non c'è alcuna giustificazione economica e commerciale a vantaggio degli Stati membri: le esportazioni agroalimentari italiane crescono meno rispetto all'anno precedente, in cui il CETA non era in vigore. Inoltre, recentemente i canadesi hanno bloccato consistenti partite di pomodori siciliani per ragioni di sicurezza, mentre l'uso delle quote per l'esportazione di formaggi rimane difficile e costoso.
Ciao a tutti, innanzitutto ci teniamo a dirvi una cosa: stiamo lavorando per voi!
L'elezione di Roberto Fico a Presidente della Camera è solo il primo e potentissimo segnale di cambiamento che arriva da questa legislatura. La scelta di rinunciare a oltre 4.000 euro di indennità al mese è solo il preludio degli importanti obbiettivi che ci siamo prefissati di portare a casa. La prima questione che porranno i nostri all'Ufficio di Presidenza è l'abolizione dei vitalizi e l'eliminazione degli sprechi, una partita che inizierà a giocarsi già nelle prossime settimane e su cui vi terremo costantemente aggiornati.
Dall'altro lato noi due in prima persona stiamo lavorando per porre al centro dei lavori del Parlamento quelle problematiche che sono in cima all'agenda dei cittadini, delle famiglie, dei lavoratori, degli imprenditori, dei commercianti, degli artigiani, dei disoccupati, degli insegnanti, dei pensionati, dei risparmiatori. Insomma di tutto quel mondo che ha bisogno di risposte concrete e immediate e che per troppo tempo è stato lasciato ai margini perché qui dentro si sono messi in primo piano gli interessi dei partiti. Quell'epoca è finita. I cittadini saranno finalmente al centro dei processi decisionali.
Noi stiamo portando in Parlamento prima di tutto un metodo, che è quello della massima trasparenza. Lo abbiamo fatto con l'elezione dei presidenti delle Camere e abbiamo intenzione di farlo anche per quanto riguarda la creazione di un governo per questo Paese, un governo che sia di vero cambiamento, come i cittadini hanno preteso con il voto del 4 marzo.
Per noi le basi dell'attività di governo sono i temi, i progetti, le idee per risolvere i problemi degli italiani. Su questo, come Luigi ha ripetuto ogni giorno della campagna elettorale, siamo disposti a confrontarci con tutte le forze politiche. Per fare questo abbiamo invitato i capigruppo di tutti i gruppi parlamentari ad incontrarsi con noi per un confronto sui temi da porre al centro dell'attività parlamentare. Per noi il punto di partenza è il nostro programma e l'obbiettivo è trovare le convergenze con i programmi degli altri e la disponibilità a lavorare insieme sui punti comuni. Non è un esercizio di stile, perché al di là della composizione del governo questi temi saranno comunque portati avanti in sede parlamentare. Invitiamo anche chi ha già deciso di autocollocarsi all'opposizione, come freno del cambiamento chiesto dagli italiani. Per ora loro hanno rifiutato il nostro invito anteponendo l'interesse per le poltrone al trovare soluzioni per gli italiani.
L'appuntamento è per domani alle ore 9.30 alla Camera dei deputati. Chiameremo tutti gli altri capigruppo per conoscere la disponibilità di ciascun gruppo. Auspichiamo che dimostrino tutti la massima responsabilità in questa delicata fase prima delle consultazioni del Presidente della Repubblica. Continueremo a tenervi aggiornati sugli sviluppi. Andiamo al governo per cambiare il Paese!
L'Europa è davvero complice degli orrori di Erdogan?
Secondo l'inchiesta realizzata dai giornalisti dell'EIC, la Turchia avrebbe utilizzato i fondi stanziati dall'accordo sui migranti per acquistare strumentazioni militari.
Abbiamo presentato alla Commissione europea una interrogazione urgente per fare chiarezza.
I soldi degli europei non possono essere usati dai dittatori per fare le guerre.
Siamo il primo gruppo parlamentare ad aver ratificato il direttivo, questo significa che possiamo già partire, siamo organizzati per realizzare il programma per cui 11 milioni di italiani ci hanno dato la loro fiducia.
Il MoVimento 5 Stelle vuole risolvere i problemi degli italiani, come abbiamo raccontato in campagna elettorale. Per farlo, come ho ripetuto per mesi, siamo disponibili a parlare con tutti dei temi e definire una volta per tutte come realizzare quello che gli italiani hanno chiesto con il voto del 4 marzo. Hanno deciso inequivocabilmente per un governo di cambiamento.
Il primo passo verso il cambiamento è stata l'elezione di Roberto Fico a Presidente della Camera con oltre i 2/3 dei voti, pur mancando circa una sessantina di voti di Forza Italia. Roberto appena eletto ha deciso di non cambiare le sue abitudini e di rinunciare all'indennità mensile di oltre 4.000 euro: è stato il primo Presidente della Camera a farlo ed è un grande orgoglio per me e per tutto il gruppo del MoVimento 5 Stelle averlo votato.
Domani e dopodomani si voteranno gli uffici di Presidenza di Senato e Camera e l'obbiettivo principe dei nostri là dentro sarà l'abolizione dei vitalizi.
Poi la settimana prossima inizieranno le consultazioni del Presidente della Repubblica. Prima che inizino le convocazioni dei gruppi, il MoVimento 5 Stelle incontrerà tutte le forze politiche. L'obbiettivo degli incontri è vedere chi è interessato a risolvere i problemi degli italiani e chi invece passa il tempo a pensare alle beghe interne dei partiti o delle coalizioni. Mi aspetto responsabilità da parte di tutti.
Come abbiamo detto in campagna elettorale è finita l'epoca dei governi non votati da nessuno. Il premier deve essere espressione della volontà popolare. Il 17% degli italiani ha votato Salvini Premier, il 14 Tajani Premier, il 4 Meloni Premier. Oltre il 32% ha votato il MoVimento 5 Stelle e il sottoscritto come Premier. Non mi impunto per una questione personale, è una questione di credibilità della democrazia. E' la volontà popolare quella che conta. Io farò di tutto affinchè venga soddisfatta. Se qualche leader politico ha intenzione di tornare al passato creando governi istituzionali, tecnici, di scopo o peggio ancora dei perdenti, lo dica subito davanti al popolo italiano.
Ho deciso di rinunciare totalmente e con effetto immediato all'indennità di carica che mi spetterebbe come presidente della Camera dei deputati. Il motivo è molto semplice. Sono convinto che il taglio ai costi della politica - che non significa taglio dei costi della democrazia - e il superamento definitivo dei privilegi debbano essere delle priorità di questa legislatura. E in tal senso il mio impegno sarà netto, come già dichiarato durante il discorso di insediamento. Ma prima di chiedere qualcosa agli altri, bisogna chiederlo innanzitutto a se stessi. Per questo rinuncio allo stipendio aggiuntivo di 4.668,45 euro al mese a cui avrei avuto diritto in virtù del mio incarico.
Ciò comporta un risparmio di circa 280.000 euro di risorse pubbliche per l’intera legislatura. Il mio è solo un piccolo esempio. Credo che si debba partire da gesti come questo per rafforzare il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini.
Quando i lavori di rifacimento delle strade sono fatti male, dopo poco tempo si creano le buche, l’asfalto si deteriora velocemente. E, se sono fatti male, vanno rifatti dalle aziende che non hanno rispettato il contratto. È una regola semplice che stiamo cercando di far rispettare.
Quello che vedete nelle immagini è un tratto di strada in via della Maglianella, nella zona sud di Roma: una ditta dovrà rifare i lavori perché realizzati male. Infatti, ci sono buche e buchi. I buchi sono quelli del bilancio di Roma Capitale, causati proprio da anni di cattiva gestione anche degli appalti per il rifacimento delle strade. Lavori fatti male che sono la causa principale delle buche stradali.
Abbiamo avviato un’operazione straordinaria per intervenire sulle migliaia di buche che si sono aperte nell’asfalto dopo l’eccezionale ondata di freddo che ha fatto ghiacciare l’acqua e ha letteralmente spaccato le strade. Abbiamo investito 17 milioni di fondi straordinari per le buche; nel frattempo stiamo continuando nell’operazione di rifacimento delle #StradeNuove.
Quando vediamo le buche dobbiamo capire il motivo della presenza di tratti di strada ammalorati. Uno dei principali è da imputare proprio a vecchi lavori fatti male e ad una manutenzione che nel passato veniva fatta senza alcun tipo di controllo. Noi abbiamo imposto le gare e il controllo dei lavori.
Per rimettere a posto tutte le strade di Roma servono tempo e investimenti: per #StradeNuove abbiamo pianificato un impegno di spesa per 90 milioni di euro che prevede 88 interventi (40 sono già conclusi, 11 in corso, 37 in gara). Abbiamo impegnato maggiori risorse e molte le abbiamo destinate ai municipi che hanno in affidamento la maggior parte delle strade di Roma.
Per le casse del Comune è uno sforzo considerevole. Avremmo avuto più risorse, se non avessimo dovuto riconoscere oltre 150 milioni di debiti fuori bilancio ereditati dalle precedenti amministrazioni, quelle “capaci” e “esperte”! Non si tratta di dare le colpe agli altri ma di descrivere la realtà: prima i lavori per rifare l’asfalto erano diventati un bancomat per aziende che non facevano bene i lavori. Non lo diciamo noi ma lo attestano condanne della magistratura.
A noi non interessano le operazioni di maquillage. A noi interessa restituire ai romani la città che meritano, quella che abbiamo ereditato da chi ha pensato bene di abbandonare per un proprio vantaggio. Andiamo avanti e lo facciamo con determinazione. Sì, perché servono costanza e determinazione. Caratteristiche che non ci mancano e che, giorno dopo giorno, producono soluzioni e miglioramenti costanti e certi.
immagine: Roberto Fico, Presidente della Camera, che questa mattina si è recato come sempre al lavoro in autobus (foto ANSA)
di Giulia Grillo e Danilo Toninelli
L'elezione di Roberto Fico a Presidente della Camera è stato un momento emozionante che rimarrà impresso nella memoria di tutti noi. I nostri gruppi parlamentari hanno dimostrato una grandissima maturità e una completa affidabilità. Gli accordi presi in massima trasparenza davanti a tutti i cittadini, aggiornandovi continuamente, sono stati mantenuti sia alla Camera sia al Senato, nella logica di individuare figure di garanzia per i due rami del Parlamento.
Roberto ha ottenuto 422 voti, pari a oltre i due terzi dei componenti dell'Aula. Sono mancati tuttavia circa una sessantina di voti rispetto ai numeri che ci sarebbero stati se tutte le forze del centrodestra avessero rispettato i patti come hanno fatto la Lega e Fratelli d'Italia. Questo a ulteriore dimostrazione del fatto che la coalizione del centrodestra non è per nulla compatta, contrariamente a quanto afferma oggi Berlusconi. Mercoledì si voteranno i componenti dell'Ufficio di Presidenza al Senato e giovedì quelli della Camera. Saranno votazioni importanti perché è negli Uffici di Presidenza che si possono eliminare i vitalizi e gli sprechi, che come ha detto Roberto Fico saranno uno dei principali obbiettivi del suo mandato da Presidente della Camera. Il MoVimento 5 Stelle e soprattutto i suoi componenti nell'Ufficio di Presidenza gli daranno tutto il supporto necessario per garantire questo risultato e altrettanto faremo al Senato.
Ci auguriamo anche che tutte le forze politiche, nessuna esclusa, diano indicazione di darci supporto in questa battaglia tanto attesa dagli italiani. Il Parlamento non sarà più il simbolo della Casta, ma la casa di tutti i cittadini.
Roberto Fico, l'anima del Movimento, Presidente della Camera. Mi sembra un sogno, la verità è che l'impegno paga sempre e, come diceva Gianroberto, non si può sconfiggere chi non si arrende mai. Non ci siamo mai arresi, più ci attaccavano e più trovavamo forza. Io ho fatto parte di tutto questo e ne farò parte per sempre. Mi inorgoglisce aver dato un contributo a questa rivoluzione culturale che ha permesso ad un cittadino normale, meravigliosamente normale, come Roberto, di diventare la terza carica dello Stato.
Per le frattaglie radical chic o per gli pseudo-intellettuali che guardano il mondo da qualche super-attico tutto questo è scandaloso. Più o meno queste sono le loro parole: “vi rendete conto, un ragazzo che ha lavorato nei call-center Presidente della Camera”.
Io uso le loro stesse parole ma con un tono diverso: “vi rendete conto, un ragazzo che ha lavorato nei call-center Presidente della Camera”. Per me tutto questo è meraviglioso.
Mi mancherà tanto la “politica in primissima linea”. Gli ultimi 5 anni della mia vita, i più intensi, li ho passati così, in primissima linea. Non è stata semplice la scelta che ho preso, ma l'ho presa seguendo la mia indole, le mie aspirazioni, i miei desideri ed un vento che quando arriva arriva. E' come un richiamo e non lo posso ignorare, non riesco ad ignorarlo.
Dovete essere felici per me. Vado a fare quel che ho sempre sognato di fare: scrivere e viaggiare con la mia famiglia. Il 1 giugno partiremo direzione San Francisco, io, Sahra, e Andrea, zaino e passeggino in spalla. Da giugno a dicembre pubblicherò alcune cose con Il Fatto Quotidiano e con la web TV Loft. Scriverò, studierò, girerò reportage video insieme a Sahra e per sei mesi avremo qualche compagno di viaggio: il Pacifico, la polvere d'America e l'assoluta libertà.
Dopo la California sarà la volta del Messico, poi il Guatemala dove ho lasciato un pezzo di cuore e poi si vedrà, sarà l'alba a fare il programma. Dovete capirmi, io sono curioso, una vita non mi basta, voglio andare dovunque, se esistessero Macondo e Giancaldo vorrei andare anche lì...😉
Ci sono fenomeni da approfondire, popolazioni da conoscere, idee da raccontare, c'è tanta vita, anche al di fuori del Parlamento, quel Parlamento che ho provato ad onorare con il massimo impegno ma che, per lo meno per adesso, mi va decisamente stretto.
Il nostro viaggio ve lo racconteremo passo dopo passo, resteremo in contatto, ci scriveremo, vi chiederò dritte, agganci, consigli e chissà, qualcuno di voi potrà anche venire a trovarci.
Ovviamente torneremo, sicuramente per il prossimo Natale, poi si vedrà, la vita, grazia a Dio, ha più fantasia di noi. Un abbraccio enorme e grazie per il vostro incredibile sostegno!
Qualche anno fa, credo fosse il 2013, mi ricordo che Beppe ripeteva spesso "adesso dobbiamo trovare la nostra anima". Credo che con quella frase volesse dire che la nostra collocazione politica non aveva bisogno delle classificazioni di sinistra, destra, centro, centrosinistra, centrodestra, centrocentro. Quello che doveva trovare il M5S e che Beppe ci stava invitando a trovare era la nostra poetica, il nostro coefficiente empatico, l'emozione che sarebbe stata comunicata alle persone dalla semplice visione del nostro simbolo.
La cosa più difficile con 160 parlamentari appena eletti era proprio quella di non apparire come un vestito di Arlecchino di mille colori appoggiato su una sedia, senza un corpo dentro, senza "un'anima" appunto.
Mentre ascoltavo Roberto nel suo primo intervento alla Camera, mentre guardavo quella persona con cui ho condiviso la nascita dei meetup nel lontano 2005, io ho capito cosa siamo diventati in questi anni e cosa voleva dirci Beppe.
Con Roberto Fico Presidente della Camera questa carica istituzionale assume sembianze umane, esce dal cono di freddezza e altezzosità lontana dal popolo, ed entra nel cerchio delle emozioni, del rispetto, dei sentimenti: un'anima a 5 stelle sempre più visibile a tutti, fatta di etica, di sensazioni e di piccoli gesti. Il pensiero rivolto agli ultimi, ai più sfortunati, ai dimenticati, ai tanti Tom Joad in giro per l'Italia che soffrono ma trasformano il "furore" in poesia e in resistenza.
Mentre mi emozionavo a dismisura osservando Roberto che continuava a toccare i due microfoni per mantenere la concentrazione, davanti ai miei occhi sono passati una serie di eventi che mi hanno fatto mettere insieme i pezzi. Ho visto Beppe che nuota fra la Calabria e la Sicilia per un dono d'amore, ho visto Gianroberto che si appoggia a Pietro per arrivare nella sedia del suo ufficio davanti al PC da cui voleva leggere messaggi e mail anche se i medici gli consigliavano di riposarsi, ho visto Riccardo Fraccaro che dice "ragazzi il Movimento viene prima di me, non vi preoccupate, lo fareste anche voi", ho visto Luigi che abbraccia, sorride e saluta persone con dolcezza anche quando mangia, quando dorme, quando è in bagno.
Ho visto attivisti ai banchetti sotto la neve, i ragazzi della comunicazione svegli fino alle 3 del mattino per finire di montare un video o di studiare qualcosa che possa servire il giorno dopo. Ho visto consiglieri comunali sconosciuti, senza fama e senza soldi, fare dichiarazioni coraggiose consapevoli di poter essere denunciati e di doversi pure pagare un avvocato senza alcuna copertura. Ho visto tutto questo e molte altre cose che tutte insieme delineano ciò che siamo, definiscono la nostra anima. D'un tratto è come se quel vestito avesse abbandonato la sedia e fosse stato indossato da tutti noi per unirci e perchè aveva finalmente trovato un corpo e un'anima.
Roberto Fico presidente della Camera non è una carica istituzionale che viene ricoperta dal M5S, è un modo di essere che vince, è un esercito di persone buone che fanno una meta e si sentono meno sole, è il segno che avevamo ragione e che semplicemente non dovevamo mollare. E il bello viene adesso.
Roberto Fico: "Il mio impegno come Presidente della Camera sarà ispirato a tre princìpi: garantire un alto livello qualitativo della discussione parlamentare, rispettare maggioranza e opposizioni e soprattutto interpretare lo spirito di cambiamento che i cittadini hanno espresso nelle ultime elezioni.
Auguri di buon lavoro a tutti noi!"
Di seguito l'intervista rilasciata da Luigi Di Maio al Corriere della Sera Chiusa la partita delle Camere, si apre quella del governo. C'è la necessità di dare un esecutivo al Paese. Con chi? Abbiamo sempre detto che la partita sulle presidenze delle camere è slegata da quella del governo, ma da oggi chi vuole lavorare per i cittadini, sa che esiste una forza affidabile e seria che dialoga con tutti e si muove compatta per il bene del Paese. Siamo riusciti ad eleggere un presidente della camera del MoVimento 5 Stelle e questo risultato straordinario lo consideriamo il primo passo per realizzare il cambiamento che i cittadini ci hanno chiesto con il voto del 4 marzo. Ora ci rimettiamo al lavoro per concludere l’opera.
Non avendo voi la maggioranza quali compromessi sareste disposti a fare per ottenere il sostegno di altri partiti? Rinuncereste a che cosa? Gli italiani hanno detto chiaro e tondo che non vogliono più sentir parlare di compromessi. Questa partita della presidenza della Camera l’abbiamo vinta con intelligenza, senza nessun compromesso ma rimanendo fedeli a noi stessi e ai nostri valori. Non volevamo che persone sotto processo o con condanne alle spalle sedessero sulle poltrone delle presidenze di Camera e Senato e così è stato; abbiamo parlato con tutti ma alla luce del sole, raccontando passo passo ai cittadini l’esito dei nostri incontri. Questo è il metodo cinque stelle a cui non abbiamo mai abdicato e che adotteremo per il governo e per altre partire cruciali come la scelta delle partecipate: al centro continueranno a esserci i temi, le cose da fare, il merito è la trasparenza.
Sarebbe disposto a nominare ministri di altri partiti? O solo dei tecnici? Noi abbiamo presentato prima delle elezioni una squadra di governo patrimonio del Paese e non solo del M5S. Se si dovrà parlare dei nomi di ministri lo deciderà Mattarella e sarà con lui che se ne parlerà. Con le forze politiche parleremo di temi, perché così non ci saranno più scuse per non affrontare i problemi della gente.
Quanto vale oggi la lista dei ministri a suo tempo inviata a Mattarella? Per noi è la migliore squadra possibile, fatta di uomini e donne scelti perché rappresentano il profilo migliore per dare agli italiani le risposte che attendono da anni.
Allo stato attuale quante possibilità ci sono secondo lei che si torni alle urne? Io sono ottimista, il M5S ha dato prova di grande solidità, abbiamo avviato brillantemente questa XVIII Legislatura eleggendo i presidenti delle camere in poco più di 24 ore. Roberto Fico ha ottenuto una maggioranza ampissima con 422 voti.
Farebbe un passo indietro per sostenere un premier tecnico che ci riporti al voto?
Questi sono metodi del passato che noi non accettiamo più, insistere su questa strada significa non avere capito il messaggio chiaro che ci hanno dato gli elettori, stanchi di essere governati da presidenti che non sono stati eletti da nessuno. Il 4 marzo oltre 11 milioni di italiani hanno indicato chiaramente una forza politica e un candidato premier e credo sia arrivato il momento che le altre forze politiche ascoltino il segnale arrivato dalle urne.
Da questa fase l'intesa tra voi e la lega esce rafforzata. Governereste con Salvini anche solo per rifare la legge elettorale? Che intese potete trovare con la Lega?
Noi abbiamo dimostrato di essere aperti a tutti per il bene del Paese purché il dialogo e il confronto restino incentrati sulle priorità dei cittadini e non delle forze politiche: taglio delle tasse, superamento della Legge Fornero, welfare per le famiglie, lotta alla disoccupazione giovanile.
Che impressione si è fatto di Salvini?
Salvini ha dimostrato di essere una persona che sa mantenere la parola data
Fico presidente cosa significa per Il Movimento? E per lei? Rappresentate le due anime del Movimento
È ora di sfatare una volta per tutte questa leggenda delle due anime del M5S, io e Roberto abbiamo condotto questa partita unita e insieme l’abbiamo vinta. Roberto è una garanzia perché incarna le battaglie che il M5S porta avanti da sempre. La sua sarà una presidenza del cambiamento, da simbolo della casta la Camera dei Deputati con lui diverrà il luogo dove si rimette al centro il cittadino.
Avete bruciato Fraccaro apposta per poi proporre Fico…
Io voglio dire grazie a Riccardo, che ha deciso di fare un passo indietro per il bene del M5S e ha dimostrato di saper lavorare per un progetto e non per se stesso. Tutto il M5S gli è grato per questo.
Avete parlato lei e Fico del primo punto programmatico della sua presidenza?
Nel suo primo discorso in aula Roberto ha già parlato chiaro: diremo basta agli sprechi e a privilegi ingiusti e incomprensibili, a partire dai vitalizi. Il Parlamento deve saper dare il buon esempio. State a vedere quello che saremo in grado di fare con la presidenza della camera e immaginate cosa potremo fare se andremo al governo.
Sì dice che la presidenza di Fico rafforzi indirettamente un vostro dialogo con la Lega attutendo contrapposizioni interne
Fico è stato proposto per il suo valore, per le sue battaglie in questi anni, non ci sono strategie dietro il suo nome.
Era a colazione con Grillo. Lo ha avvertito dell'esito della trattativa? Cosa ha detto?
Che è molto Orgoglioso di noi.
Ha posto un veto sulla proposta di incontrare Berlusconi?
Sì e sono fiero di averlo fatto, perché questo ci ha permesso di ottenere la presidenza della camera senza snaturarci, senza scendere a compromessi e rimanendo fedeli ai nostri valori. Non ci siamo sporcati le mani con un Nazareno bis.
di Virginia Raggi Quest’estate le spiagge di Ostia saranno più accoglienti. Sono partiti i lavori di demolizione dei chioschi abusivi realizzati a ridosso del mare: il nostro progetto per il ripristino del decoro e della legalità sul litorale ha preso il via.
Ora avremo finalmente spiagge libere in tutti i sensi, liberate anche visivamente. Stiamo demolendo strutture non a norma che avrebbero dovuto essere demolite alla fine della stagione balneare per la quale erano state realizzate. I chioschi ormai fatiscenti e poco sicuri per i cittadini, sono anche privi dell’idoneo titolo abitativo edilizio: il più delle volte sono illegali. In alcuni casi, il legno della struttura portante non garantisce neanche le caratteristiche di sicurezza strutturale.
Demoliamo per ricostruire nel modo giusto: a norma di legge, in sicurezza e con una programmazione limpida e trasparente. Come sapete stiamo lavorando anche per buttare giù il lungomuro di Ostia e per restituire la vista del mare ai cittadini. Il vento è cambiato.
di Fabio Massimo Castaldo, MoVimento 5 Stelle Europa
“Se vi è una magia su questo pianeta è contenuta nell’acqua”. Cito una frase dell’antropologo americano Loren Eiseley per introdurre un argomento che interessa tutti, l’acqua.
Può sembrare allarmante ma il nostro bene più prezioso è sotto attenta osservazione.
Il motivo? Nel 2017 la popolazione mondiale del nostro pianeta ha raggiunto quota 7,5 miliardi di persone. La crescita progressiva delle popolazione ha generato un incremento del consumo di acqua del 600% in un solo secolo. Secondo le stime più recenti dell’Onu, nel 2030 sulla Terra ci saranno circa 8,5 miliardi di persone e continueremo a crescere. Con questi ritmi anche l’aumento della temperatura globale sarà un serio problema. Oggi riscontriamo aumenti particolarmente significativi in Africa e in alcune aree dell'Asia e dell’Artico. A Città del Capo, Sud Africa, sembra che si stia avvicinando il Day Zero, giorno in cui potrebbe non esserci più acqua.
Anche l’Italia è colpita dal problema idrico, il 2017 è stato l'anno più secco degli ultimi due secoli. Nei quattro bacini principali (Po, Adige, Arno e Tevere) è stata registrata una riduzione delle portate idriche del 40%. Tra i Paesi dell’Unione europea, l’Italia ha il maggiore prelievo annuo di acqua per uso potabile pro capite: 156 metri cubi per abitante.
Per evitare che nei prossimi anni le risorse idriche globali si esauriscano dobbiamo diventare tutti più responsabili. Dobbiamo ripensare alle nostre abitudini e creare nuovi processi di economia circolare.
L’acqua è il bene più prezioso che abbiamo e lo dobbiamo difendere e proteggere.